C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso…
(Dal film "Into the wild")

 

Viaggio, dal latino viaticum che stava ad indicare ciò che era necessario portarsi dietro per mettersi in cammino.

 

Il rapporto dell'uomo con il viaggio è qualcosa che ha riempito milioni di pagine di libri, racconti, diari. Mettendo in luce significati diversi legati ad esso: la scoperta, la conoscenza di altri popoli e di se stessi, una prova richiesta dagli dei.

Paura, gioia, timore, curiosità; quante emozioni legate al viaggio, quante sollecitazioni ad aprirsi all'ignoto. 

 

"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza". 

Dante, nella Divina Commedia dona al viaggio tutta la sua portata di apertura mentale, di abbandono e di scoperta al nuovo.

 

Viaggiare è spostarsi nel tempo oltre che nello spazio, è scoprire luoghi fermi a epoche quasi remote, è vedere vestigia di tempi lontanissimi, è ammirare spazi naturali su cui il tempo ha disegnato mutamenti profondi.

Forse per questo Cabrera Infante diceva che: "La geografia è più importante della storia perché la contiene".

 

Oggi viaggiare è diventato molto più facile, spesso portando a confondere il viaggio con lo spostamento. Ma se il primo contiene e presuppone il secondo, non è detto che avvenga l'inverso. Il viaggio cambia qualcosa.

Proust diceva: "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuove terre ma nel trovare nuovi occhi". 

E questo dice molto sul viaggio come apertura mentale, come possibilità che ci si da di svestirsi dei soliti modi di pensare.

 

Che si viaggi per piacere, per lavoro, per amore, per inseguire un sogno o perché un sogno si è infranto, è sempre qualcosa che introduce nella mente il cambiamento e il movimento. Bisogno, desiderio o necessità è bello pensare di darsi la possibilità di sorprendersi, di aprirsi a percezioni nuove, di farsi fluire.

Quando la mente viaggia i ricordi affiorano, le immagini si animano e noi ci sentiamo più recettivi. 

 

Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco.
(Josef Koudelka)

 

Viaggiare, Evolvere, Gioire... 

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